IL PORTICO – MEETING DELLA CULTURA, 2 – 6 SETTEMBRE 2026
Creati per la relazione: la bellezza dell’essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale

“Il Portico – Meeting della Cultura 2026” è un evento di particolare rilevanza nel panorama culturale bresciano. La manifestazione, che quest’anno si ispira all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, intende rispondere all’urgenza di una rilettura dell’umanità e del suo rapporto con il reale, all’interno di un cambiamento antropologico segnato dalla crescita esponenziale delle potenzialità informatiche e tecnologiche.
La programmazione, da mercoledì 2 a domenica 6 settembre, offrirà un calendario di eventi che spazierà tra diverse forme espressive e incontri culturali. L’iniziativa si rivolge ai giovani studenti e universitari, ai lavoratori, agli educatori, agli artisti, agli imprenditori e a quanti sono impegnati nella cura e nell’assistenza, con il desiderio di creare momenti di incontro con testimonianze vive di fede, arte, lavoro, cura della persona ed educazione.
La manifestazione è stata realizzata con la partecipazione e il sostegno di Espressioni Sonore (https://www.espressionisonore.it/), il Movimento Cristiano Lavoratori, l’Ufficio per la Famiglia della diocesi di Brescia, la parrocchia e l’Oratorio Sant’Afra di Brescia. Si ringraziano, infine, Fondazione ASM e Lamperti Gioielleria Ottica di San Polo per il contributo economico.
L’umanità è magnifica!
Creati per la relazione: la bellezza dell’essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale.
L’edizione 2026 de Il Portico, la manifestazione proposta nel mese di settembre dal Centro Culturale Pier Giorgio Frassati di Brescia, sceglie di mutuare il proprio titolo dall’enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas.
La scelta nasce dal desiderio di affrontare in modo approfondito l’urgenza di una rilettura dell’umanità e del suo rapporto con il reale, all’interno di un cambiamento antropologico segnato dalla crescita esponenziale delle potenzialità informatiche e tecnologiche. La pervasività dell’intelligenza artificiale, la possibilità di tradurre ogni realtà in un algoritmo e persino di considerare l’esistenza umana come una categoria quantificabile sollecitano uno sguardo più attento sulla verità della persona, sulla sua unicità e sulla sua irriducibile preziosità. Ogni riduzione della natura umana comporta inevitabilmente la perdita di una parte della sua dignità e del suo potenziale. Di fronte a una cultura tecnocratica che rischia di appiattire l’essere umano fino a considerarlo l’ultimo, o il penultimo, risultato della complessità della materia, con la conseguente perdita del valore della sua specificità e dell’unicità di ogni individuo, il testo dell’enciclica muove dal desiderio di riscoprire la persona e la società umana nella loro magnificenza: riconoscendone la grandezza, l’unicità e le potenzialità, all’interno del creato e nella relazione con esso. L’indagine che Il Portico propone in questa edizione intende verificare la fecondità di questa ipotesi: è ancora possibile abitare la complessità del nostro tempo riconoscendo come l’uomo sia al centro delle relazioni più importanti e come possa conservare una propria centralità anche nel rapporto con una tecnologia che si propone come interlocutore e, sempre più spesso, come possibile forma di intelligenza alternativa?
La riscoperta della specificità della natura umana e della sua intelligenza permette di valorizzare le grandi scoperte e le grandi invenzioni tecnologiche senza che queste debbano necessariamente porsi in antagonismo con la bellezza e la grazia del cuore umano. Il calcolo e l’efficienza possono così diventare collaboratori dell’amore, della compassione, dell’intuizione, dell’amicizia, della fede e dell’educazione.
Anche il lavoro umano, con la sua capacità creativa e performativa, può trovare nella tecnologia un’alleata, senza per questo essere sminuito o ridotto alla sola efficienza. Perché la persona umana cerca il proprio compimento oltre l’efficienza: nella relazione, nella libertà, nella cura, nella gratuità e nella capacità di amare.
Dalla sfida dell’educazione delle nuove generazioni al senso del lavoro nell’epoca degli algoritmi; dall’esperienza della cura e della prevenzione medica fino alla bellezza della convivialità, della preghiera condivisa e della festa, Il Portico vuole offrire alla città di Brescia cinque giorni di testimonianza e di dialogo, attraverso i contributi dei relatori, momenti di approfondimento, musica e occasioni di incontro.
Il Centro Culturale Pier Giorgio Frassati intende così proporre a tutti un percorso di riscoperta dell’umano, capace di riconoscere e custodire la sua vocazione originaria alla comunione. Un percorso per tornare a guardare alla persona non come a un semplice prodotto della complessità, ma come a una realtà capace di relazione, di libertà, di amore e di trascendenza. Perché, anche nell’epoca della tecnologia più avanzata, l’uomo non perda la coscienza della propria irriducibile magnificenza.

MER 2/9
19.00
ADORAZIONE EUCARISTICA

GIO
3/9
20.45
COLTIVARE L’UMANO:
LAVORO, RELAZIONI E FORMAZIONE
NEL TEMPO DELL’ALGORITMO

VEN 4/9
18.15
L’INTELLIGENZA DELL’AMORE:
LA FAMIGLIA E LA SFIDA DI EDUCARE OGGI

VEN
4/9
20.30
COME UN PRODIGIO TOUR
CONCERTO TESTIMONIANZA DI DEBORA VEZZANI

SAB
5/9
9.45
IL SAPORE DELL’INCONTRO: COLAZIONE IN COMPAGNIA

SAB
5/9
10.30
LA CURA È RELAZIONE: L’ESPERIENZA DELLE OPERE DI DON PIERINO FERRARI

SAB
5/9
18.15
L’UMANITÀ È MAGNIFICA! DIALOGO SULL’ENCICLICA
don Andrea Dotti e dott. Nunzio Zignani

SAB
5/9
19.45
CUCINARE È VOLERE BENE: CENA E MUSICA LIVE
con i Sausalito Road

DOM
6/9
10.30
SANTA MESSA CONCLUSIVA
A SEGUIRE APERITIVO